Noi speriamo di cavarcela- III BL

L’alternativa ad una scuola noiosa non è una scuola divertente. E' una scuola interessante.


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CORREZIONE ESERCIZI DESCRIZIONE

Attenzione

Per evitare di ripetere nei commenti sempre la stessa cosa:

Segnate le vostre descrizioni con  le categorie Didattica, Il testo descrittivo, Laboratorio di lettura e scrittura

Uso il verde per evidenziare le mie correzioni, il rosso per le frasi e/o le parole che correggo.

Volendo, potete stampare i file e inserirli nella vostra cartellina cartacea così da poterli confrontare in classe.

Comunque li esamineremo insieme con la LIM, lunedì.

PS chi non ha ancora svolto e/ o postato il proprio lavoro, si affretti. Non ammetto giustifiche!!!


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Esercizio quattro: Il mare.

Il mare,un enorme distesa di acqua salata,mai uguale. Immaginiamolo in piena estate:

in una giornata calda di Luglio dove il sole splende alto nel cielo,dando una sensazione di serenità. Le spiagge sono affollate, piene di persone di tutte le età che vogliono godersi la freschezza dell’acqua: ci sono i bambini che giocano sulla riva schizzandosi tra di loro;ragazzi adolescenti che giocano con il pallone poco più a largo e gli adulti che si fanno delle tranquille nuotate lontano dalla riva.

In lontananza,c’è anche qualche sub,ad esplorare il fondale marino pieno di pietre piccole e sabbia fine. Il fondale è ricco di conchiglie tutte di colori diversi che variano dal rosa pallido al grigio topo,sono ruvide al tatto e belle alla vista .Inoltre ci sono anche molti pesci tutti di colori diversi che non nuotano mai a riva durante il periodo estivo.

L’acqua cristallina sembra assorbire i colori dei costumi delle persone, quello delle conchiglie e dei pesci, dando così l’impressione che l’acqua stia riflettendo un arcobaleno.

C’è nell’aria molta allegria che si può notare guardando le facce di tutte le persone quelli che in sono in acqua, specialmente i bambini, che emettono un gran chiasso con le loro risate . Sulla riva si sente un forte odore di creme solari che sopraggiunge sopravvanza qualsiasi altro odore.

Quando scende la sera invece tutto sembra prendere un aspetto diverso: la temperatura è più mite,c’è l’assoluto silenzio. Non si sente più il chiasso delle persone, solo il rumore del mare che si infrange sulla spiaggia. C’è il buio più assoluto, tuffarsi li dentro è come tuffarsi nel vuoto. Si sente la pelle che viene accarezzata dall’acqua calda, non si riesce a distinguere neanche il fondale; questo dà un senso di smarrimento ma allo stesso tempo di pace e serenità.

Le uniche luci che illuminano il mare sono quelle delle stelle e delle barche dei pescatori in lontananza . Se quelle luci non ci fossero forse nessuno riuscirebbe a distinguere il cielo dal mare.


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Esercizio N. 5 L’ombrello

DICHIARAZIONE PER L’UFFICIO OGGETTI SMARRITI
Salve, ieri pomeriggio ho smarrito il mio ombrello.
E’ di color fango brillante, con il cinturino a velcro personalizzato con il mio nome:”CHRISTIAN”.
Non presenta una sommità appuntita, ma smussata dall’usura.
L’ impugnatura non è ra ad uncino come i soliti ombrelli, ma di forma dritta, intervallata da diverse scanalature a spirale; l’estremità del manico è ra un’utilissima torcia a batterie. La pioggia torrenziale degli ultimi giorni ha causato un arrugginimento dell’intelaiatura interna.
Se qualcuno lo trovasse e dovesse portarglielo, lascio il mio recapito. Grazie

DESCRIZIONE PER CHIEDERE AL PAPA’ I SOLDI PER L’ACQUISTO

Papà, guarda l’ombrello esposto in quella vetrina, è praticissimo. Ieri sera mi sono soffermato per dargli uno sguardo più attento. È pieghevole, ha un manico a scomparsa e al suo interno presenta una torcia a batterie ricaricabili. Si apre e si chiude con il gesto di una sola mano, premendo un unico bottone. La tela di poliestere presenta addirittura i miei colori preferiti; giallo e blu. Che sia chiaro papà, non sono quelli della Juve Stabia. ma quelli della Svezia. Una volta aperto è enorme; così andando a scuola potrò coprire sia me che lo zaino, senza rischiare più di arrivare in classe con i vestiti bagnati o i libri umidi. È perfetto… mi dai i soldi per comprarlo?! Se vuoi, te lo presto quando vai allo stadio nei pomeriggi piovosi!

L’OMBRELLO DELLA NONNA
É arrivato finalmente il suo turno; l’ombrello della bisnonna Carmela. Lei adorava trascorrere le lunghe giornate invernali in compagnia del suo fidato amico retró. Era un bel grigio perla, di quelli con l’apertura manuale stile anni quaranta, col cinturino in pelle, ormai logoro. Anche nelle torride giornate lui era lì a farle ombra. Non so perché lei non si separava mai dal proprio ombrello. Sarà stato per il suo cinturino in pelle o per le eleganti rusches che, lei abile sarta e ricamatrice, aveva rifinito personalmente. Forse le ricordava gli anni della sua gioventù, le rammentava dolci ricordi. Glielo aveva regalato il bisnonno Franco. Oppure perché era un’elegante alternativa al bastone, utile per la sua artrosi. Ora è lí, tutto solo in un angolo dell’ingresso di mia nonna, come un caro cimelio a ricordarci la nostra indimenticabile nonna Carmela.

Esercizio N. 4 Il mare

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Esercizio N. 4

VISTA: le variazioni del colore; le onde e la schiuma; la linea dell’orizzonte; i gabbiani; la spiaggia; le conchiglie le persone; le barche.
UDITO: il rumore del mare; le grida dei gabbiani; il rumore dei ciottoli; gli altoparlanti; le grida dei bambini.
TATTO: umidità; la temperatura dell’acqua; il soffio del vento; la sabbia soffice; la durezza dei sassi; la crema solare.
GUSTO: il sale sulle labbra; il sapore del cibo; la dolcezza della crema solare.
OLFATTO: l’odore dell’aria di mare, l’odore di sale; l’odore dell’erba e del muschio presente sui sassi umidi e scivolosi; l’odore del caffè e delle graffe del bar.

IL MARE

“Christian, svegliati, il mare ci aspetta !”
Mi sussura mia madre, svegliandomi ogni mattina d’estate. Lei, però, sembra non voglia capire che a me il mare piace di sera.

Rossano Calabro, un angolo di Paradiso estivo. Siamo così mattinieri da essere sempre i primi ad arrivare, a calpestare la soffice sabbia spianata dal vento notturno e i ciottoli non ancora arroventati dal sole.
L’odore di sale ,misto a quello dell’immancabile crema solare ad alta protezione, necessaria alla mia carnagione nordica, caratterizza le mie rilassanti mattinate estive, fatte di lettura, disegni, musica e l’immancabile panino casalingo di metà mattinata: olio, pomodoro e basilico… una delizia sempre nuova, benché gli ingredienti siano sempre gli stessi. Il tutto rigorosamente sotto un ampio ombrellone.
A differenza di molti, non sono un amante del mare, ma mi aggrada la sensazione di leggerezza e di freschezza che provo quando mi immergo nell’acqua mattutina, solitaria, a mia completa disposizione… me la godo come un Robinson Crusoe, prima che arrivino gli altri “villeggianti”. Sono sempre il primo a perdermi nello sconfinato orizzonte.
Il mare piatto e fresco mi provoca spesso un’ondata di ricordi della mia infanzia; le estati passate in Gracia, dove il mare, anche se estremamente gelido, ti invita a tuffarti senza esitazioni, nella sua azzurra immensità sempre limpida.
A Rossano, invece, immancabilmente, come se disturbato dall’ arrivo di numerosi bagnanti, il mare inizia ad intorbidirsi lentamente; la schiuma provocata dai tantissimi tuffi, mista agli olii solari, si deposita sul bagnasciuga e, nella risacca dell’onda provocata dal passaggio di qualche motoscafo, i ciottoli presenti appena oltre la riva, sprigionano un flebile fruscio.
Su quella spiaggia è possibile ammirare un’ immensa varietà di mosaici di colori e suoni; forti o appena percepibili. Le strida dei candidi gabbiani, le grida dei bambini intenti a costruire articolate fortezze o sobri accampamenti, il vociare dei bagnanti impegnati a raccontarsi la vita di un intero anno e l’immancabile altoparlante, sempre pronto a richiamare la gente all’ordine o ad annunciare ciambelle appena sfornate.

Quando il campo è libero dalle sdraiette allineate sul bagnoasciuga, frugo a riva nella speranza di trovare conchiglie colorate e multiformi e pietre piatte da poter poi dipingere a casa. Verso le due del pomeriggio la spiaggia comincia a svuotarsi, per poi rianimarsi dopo le cinque. Sotto la canicola rimangono ad arrostire solo secchielli, palette, surf, pedalò, canotti e le barche dei pescatori. Ed è proprio di il pomeriggio, quando inizia a salire un leggero maestrale, che inizia il momento della giornata al mare che preferisco.
Mi ricorda che è il momento giusto per immergermi nuovamente. Il mare calabro, solitamente piatto e solo di rado increspato e variegato dalle “crosticine ” bianche dei flutti, quando si infuria per il perdurare di un forte maestrale, diventa un nemico pericoloso, da cui tenersi a distanza. Ma quando è calmo, è una tavola, anzi una tavolozza di colori caldi: dal giallo ocra, all’arancio, dal rosso purpureo del cielo al tramonto, al violaceo.  ed è in E’questo l’ istante qull’ istante inafferrabile, proprio quando il sole improvvisamente inizia la sua rapida corsa sotto l’orizzonte, in cui  il mare che mi attira di p più, che mi incanta.

Verso le 20.00 l’ultimo tuffo, prima di rientrare nel residence…

Di sera i sassi giocano a nascondino, perché sotto i riflessi obliqui della luce li nascondono totalmente e mi piace partecipare al loro gioco: mi immergo con la maschera, prendo un sasso, riemergo, lo getto poco distante perdendolo di vista e mi rituffo alla sua ricerca.
E quando infine non ci sono più ombre, immergerci per ultimi, tutti e quattro insieme nel mare tranquillo e nuotare nella scia arancione del tramonto riflessa nell’acqua tiepida, per noi è ormai diventato un rito di famiglia.


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Esercizio N° 4

Aggiungo direttamente,senza riscrivere le cose già scritte in tabella:

Vista:  le persone che prendono il sole,gli scogli,i secchielli dei bambini.
Udito: le persone che parlano.
Tatto: la temperatura della sabbia,le pietre bagnate,le alghe.
Olfatto: l’odore del sale,l’odore dell’olio abbronzante.

Testo descrittivo:

Quando avevo 10 anni i miei nonni mi portarono in vacanza con loro,in Sardegna. La cosa che ricordo ancora adesso di quella vacanza è il mare…Tutta un’altra cosa rispetto a quello di C/mare.
La sabbia bianca e umida sul fondo gli dava un color verde acqua,sembrava quasi un dipinto. Di tanto in tanto si sentiva il rumore delle onde che andavano a sbattere sui piccoli scogli,che erano bollenti per via del sole. L’acqua era sempre fredda,ma ci si poteva specchiare. Quando guardo le foto ricordo di quella vacanza mi torna in mente il profumo dell’aria di mare. Sembrava salata.


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Esercizio N° 5

1) Dichiarazione per l’ufficio oggetto smarriti:

Salve,ho perso il mio ombrello stamattina,è un ombrello tascabile color rosso sangue con un manico nero. Sul manico c’è la scritta “Made in Italy” e un laccetto per il polso.Credevo di averlo lasciato all’ingresso del centro commerciale ma al ritorno non c’era più.

Per favore se lo trovate chiamate il 3312378009.

2) Descrizione in funzione persuasiva per convincere la mamma a comprare l’ombrello:
Hei mamma,ricordi stamattina quando siamo passate per quel negozio della burberry? Ecco..Ho visto un ombrello bellissimo! La tela ovviamente era marrone,con le righe nere,bianche e rosse. Il manico era fatto in pelle nera e a vederlo sembrava abbastanza grande…E c’era anche lo sconto del 30 % !Me lo compri?

3) Descrizione in forma espressiva:

Quando ero piccola mia nonna amava la pioggia,e soprattutto il suo ombrello. Per quell’ombrello mio nonno dovette spendere 15 euro,se non di più. Non era il classico ombrello con la tela colorata,era fatto di plastica trasparente e alla nonna piaceva alzare lo sguardo e vedere l’acqua che scivolava. Un giorno però,alla nonna scappò di mano l’ombrello e il vento lo trascinò in mezzo alla strada,dove una macchina lo schiacciò. La nonna si finse indifferente ma il nonno,che la conosceva bene,il giorno dopo gliene fece trovare uno uguale a casa.


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Esercizio 5: L’ombrello

Allooooora cominciamo!
1) Dichiarazione per l’ufficio oggetti smarriti

Ho perso un ombrello nella pizzeria “Frijenno ‘e Magnanno”. E’ grande circa 80 centimetri. La tela è nera e a pois bianchi. Il manico è anch’esso nero ed è di plastica. Quando ho portato la pizza a casa mi sono ricordata di aver dimenticato l’ombrello in pizzeria, ma quando sono tornata indietro non c’era più. Per favore se per caso lo trovate contattatemi allo 5558039313 o tramite e-mail.

2) Come convincere la mamma a comprare un ombrello

Ciao mamma! Senti hai presente quel negozietto vicino al liceo dove vendono sciarpe, borse ecc. ? Mentre stavo tornando a casa ho pensato di farci un giro e in vetrina ho visto un ombrello molto carino. La tela è nera e a pois bianchi, come i miei colori preferiti! E’ grande circa 80 centimetri e il manico è di plastica. E’ molto semplice come me! Oggi andiamo a comprarlo, vero?

3) Il ricordo della nonna

Ricordo la nonna che portava con sé il suo fedele ombrello. Avete presente il grillo parlante della Disney? La vedevi sempre impugnare quell’ombrello! Non ricordo bene com’era fatto, so solo che era vecchio. Era grigio scuro quasi nero e il manico era di legno. Era davvero grande.  Quando ero piccola mi sembrava di stare letteralmente in una capanna lì sotto!

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